Ciao Antonino, questo è il nostro format “A tu per tu” dove il nostro blog incontra mensilmente gli attori della Nuova compagnia Vallese per conoscerli meglio e regalare qualche aneddoto al pubblico sulla vita fuori dalla scena e su ciò che accade in teatro, nella preparazione e prima della commedia.

Iniziamo con la prima domanda:

  1. Come sei entrato a far parte della Nuova compagnia Vallese?

Mi ha chiamato Francesco Maiese, mi ha spiegato per sommi capi quali erano le sue intenzioni ed ho accettato.

  1. Cosa rappresenta per te il teatro?

Il Teatro rappresenta la dimensione attraverso la quale riesco a comprendere come comportarmi nella vita. Ogni giorno, dal palcoscenico teatrale (dove posso essere chi voglio) mi trovo sul “palcoscenico” della vita, dove non interpreto un ruolo, ma esprimo il mio essere, improntato sulla onestà e sulla disponibilità nei confronti degli altri.

  1. Si dice che il teatro è degli attori, il cinema dei registi. Cosa ne pensi?

Nel teatro e nel cinema ci sono attori e registi. Così come ci sono attori cinematografici che rendono o hanno reso grande il cinema (e di conseguenza i registi che li hanno diretti), analogamente le più importanti Compagnie teatrali sono guidate da grandi registi. Purtroppo, nel nostro territorio, molti si improvvisano a fare il regista teatrale, ritenendo che il ruolo di questi si esaurisca nello scegliere un copione e nell’assegnare le parti. Io ho la fortuna di far parte, da quasi vent’anni, di Compagnie teatrali romane, dove il ruolo del Regista è determinante nella buona riuscita di una rappresentazione, ed è soprattutto grazie a questi Registi teatrali che ho potuto migliorare la mia recitazione.

  1. Hai preso parte alla commedia d’esordio della Nuova compagnia Vallese, “E fuori Nevica”. Cosa ti ha trasmesso il personaggio di Stefano?

Due sono gli atteggiamenti che, attraverso il personaggio di Stefano, sono riuscito ad individuare e che dovremmo tutti fare nostri: 1) occorre fare del bene e sacrificarsi per gli altri (nel caso in questione per Cico, il fratello artistico) senza condizioni né ricatti; 2) non credere in verità assolute, soprattutto quando non siamo in grado di verificarle di persona (come l’amore “telefonico” con la fidanzata Nora).

  1. All’inizio, quando ti è stato proposto il ruolo di Stefano, pensavi che la commedia riscuotesse questo successo?

All’inizio no, ma, dopo la prima settimana di prove, quando ho potuto verificare (per la prima volta nel nostro territorio) che tutti gli attori partecipanti avevano preso seriamente l’impegno ed erano già padroni del proprio personaggio, ho avuto la lucida sensazione che la messa in scena di “E fuori nevica” (grazie anche al coinvolgimento di un bravo scenografo come Alessandro Calabrese) sarebbe stata rivoluzionaria a livello di resa teatrale.

  1. Sei stato diretto ed hai diretto diverse rappresentazioni. Lavorare con un regista come Francesco Maiese per te cosa significa?

Dei grandi registi Francesco Maiese ha sicuramente il carattere fermo, risoluto e intransigente sulla serietà e l’impegno. Al tempo stesso è aperto a qualsiasi suggerimento possa risultare valido per la migliore riuscita della rappresentazione. Inoltre, egli investe economicamente nel Teatro, e questo aspetto è indice di qualità. Quando si è in Teatro, con Francesco non esistono più gli amici che si ritrovano per scherzare o per passare una serata diversa, ma solo il regista e gli attori. L’insieme di tutte queste doti di Francesco è stato il primo, basilare elemento che ha portato al successo di “E fuori nevica”.

  1. Ci sono altri progetti in cantiere dopo “E fuori Nevica”?

Sì, già da mesi Francesco sta lavorando alla prossima rappresentazione, che si preannuncia ancora più sconvolgente di “E fuori nevica”. Per i dettagli lo stesso Francesco, a tempo debito, vi terrà informati.

Saluta i lettori del Blog della Nuova compagnia Vallese

Saluto tutti i lettori del Blog, ringraziandoli per il sostegno avuto sin qui ed invitandoli a tenersi aggiornati sui prossimi appuntamenti della Nuova Compagnia Vallese. Ciao.