Francesco è il Presidente e fondatore della Nuova compagnia Vallese, nata il 1 Marzo 2017 che ha esordito al Teatro Auditorium “Leo De Berardinis” con lo spettacolo “E fuori Nevica”, una commedia scritta da Vincenzo Salemme. Prima di iniziare questo nuovo percorso, è doveroso specificare che ha calcato per ben dieci anni i palcoscenici facendo una lunga gavetta che lo ha portato, ad oggi, ad interpretare ruoli ben più complessi di quelli di qualche anno fa;

Iniziamo subito con l’intervista:

Ciao Francesco, innanzitutto come stai?

Molto bene, ci rilassiamo prima della fine di questa calda estate

Subito una domanda a bruciapelo. Come nasce la Nuova compagnia Vallese?

Nasce dalla passione di due amici, che una sera, difronte al camino di casa, scherzando, incominciano ad immaginare la possibilità di costruire una propria compagnia soprattutto per tornare a sognare, un sogno che si stava dissolvendo piano piano.

In soli tre mesi siete cresciuti tantissimo. Qual’è il segreto di questo piccolo ma importante successo?

Il segreto sta nella disciplina. Come in ogni arte la disciplina è fondamentale, ma tengo a precisare che ho trovato delle persone che rispettano il teatro e che amano quello che fanno. Senza i miei amici Gaetano, Alessio, Antonino e Assunta, questo successo non si sarebbe raggiunto mai. Un valore aggiunto è stato Alessandro Calabrese che con la sua professionalità e dedizione ha contribuito notevolmente alla crescita della compagnia. Non posso però dimenticare il professore Salvatore Mastrangelo che ha messo la sua firma in questa commedia con grande stile. Il successo è il traguardo di una squadra forte e la nostra compagnia è costituita prima che da attori, da uomini e donne forti. Ma ogni commedia ha una storia a se e questo non deve farci cullare sulle prossime scelte, bisogna lavorare e studiare sempre di più per poter replicare un successo.

Quali sono le fasi di preparazione di una commedia?

Non ci sono degli step precisi, di solito ogni regista cerca di utilizzare il metodo che più ritiene idoneo ad ottenere un risultato, che può dipendere da tanti fattori, quale la disponibilità degli attori, all’arco temporale dalla prima messa in scena, allo spazio a disposizione. Una volta valutati questi fattori si può iniziare a pensare ad un metodo che possa andare incontro a tutte le esigenze, senza peró mai perdere di vista, da parte di tutti, la buona riuscita del lavoro.

La denominazione è “Nuova compagnia Vallese”. Perché Nuova?

Per tre semplici motivi: il primo perché Vallo ha una tradizione teatrale importante e da anni esistono già diverse compagnie teatrali. La nostra compagnia è la più giovane e, insieme ai miei compagni di viaggio, abbiamo deciso di dargli questa denominazione. Infine, il nostro obiettivo è quello di dare una nuova impronta teatrale in primis alla nostra cittadina e, nel tempo, a tutto il territorio.

Ci racconti gli attimi più belli della vostra prima commedia?

Ce ne sono diversi. Gli attimi più belli sono stati i mesi trascorsi alle prove, le giornate passate a costruire la scenografia, gli ultimi tre giorni prima del debutto, montaggio scenografia, preparazione attrezzerie, montaggio luci e audio. L’attimo più emozionante, però, è stato il saluto finale dopo la prima messa in scena con i tuoi compagni di avventura.

Dopo un grande successo il pubblico si aspetta un prodotto di pari livello. Ne sei consapevole?

Io penso che il pubblico non va mai deluso e mi sento di garantire che l’impegno che è stato messo nella preparazione di “E fuori Nevica” non verrà meno nel prossimo lavoro.
Certamente ogni commedia lascia un messaggio diverso che noi dobbiamo cercare di comunicarlo a più persone possibili sperando che arrivi senza filtri.

Hai recitato diversi anni in altre compagnie fino ad arrivare ad un ambito traguardo, il regista, difficile ma importante. Hai qualche rimpianto nel tuo percorso?

Nessuno, rifarei tutto, anzi le occasioni che mi sono state date nelle compagnie ‘piccolo teatro’ e ‘TeA’ mi hanno fatto crescere tantissimo, grazie alla fiducia che mi hanno accordato Luigi Schiavo e Pantaleo Tortorella.

Oggi avete anche un sito web che vi lega ai vostri spettatori. Cosa ne pensi?

Penso che sia un ottima interfaccia con il nostro pubblico per poter comunicare le nostre iniziative e i nostri spettacoli.

In conclusione, una domanda lecita. Progetti per il futuro?

La nostra compagnia sperimenta diverse forme recitative, senza mai fossilizzarsi verso un solo filone teatrale. Cercheremo di lavorare su diversi autori, Francesi, Inglesi, Tedeschi, senza mai abbandonare i classici napoletani, Eduardo, Viviani e Scarpetta. A breve inizieremo a lavorare su un testo classico, molto conosciuto, che sarà una prova per noi nuova e soprattutto impegnativa.